Una fashion week tutta da scoprire

di Enrico Matzeu
Gli assenti (Gucci) i grandi ritorni (Alessandro dell'Acqua), i debutti (Charlier). Ma anche le conferme e le novità. Dieci cose da sapere sulla settimana della moda maschile a Milano.

Alternative Views - Milan Men's Fashion Week Fall/Winter 2016/17Milano torna Capitale del fashion per un week end con l’avvio di Milano Moda Uomo, in programma dal 13 al 17 gennaio e organizzata come sempre dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, in cui vengono presentate le collezioni per l’autunno/inverno 2017. La città diventa un crocevia di show ed eventi, sicuramente inferiori per numero rispetto alle sfilate donna, ma non certo per appeal, soprattutto perché il calendario lasciato vuoto da alcuni big ha dato la possibilità ai più giovani di farsi spazio e far conoscere la propria creatività alla stampa di settore.
LetteraDonna ha selezionato dieci cose da sapere su questa edizione per non farsi trovare impreparati nel lungo week end milanese.

APERTURA E CHIUSURA
Per dare risalto a tutti i marchi presenti quest’anno, il calendario è stato pensato in modo strategico, collocando due brand di prestigio sia all’inizio che alla fine della fashion week. Venerdì 13, infatti, è Ermenegildo Zegna, che rappresenta da anni la moda maschile più classica, ad aprire le danze, mentre martedì 17 a mezzogiorno in punto – fashion delay permettendo – Giorgio Armani chiude, mandando in passerella la collezione per il prossimo inverno della sua prima linea. Così la stampa è costretta a rimanere a Milano fino all’ultimo, prima di scappare a Parigi.

GLI ASSENTI
Si fanno anche i conti con le defezioni, sicuramente inferiori a quelle dell’estate 2016, che aveva visto il calendario ridursi di molto. Tra i nomi di cui si sente la mancanza, però c’è sicuramente Gucci, che ha scelto nella nuova strategia stilistica e comunicativa di unificare le sfilate uomo e donna e di presentare le due collezioni assieme durante Milano Moda Donna a febbraio. Lo stile androgino del direttore creativo Alessandro Michele ha sicuramente reso questa scelta più adeguata. Vivienne Westwood invece ha semplicemente deciso di tornare a Londra, città da dove è partita con la sua moda ai tempi del punk. Ha detto che ora la città inglese sta tornando a pulsare come allora ed è quindi tempo di tornare in patria.

DUE IN UNO
Questo esperimento delle sfilate uomo e donna unificate è stata già testata a New York a settembre da marchi come Tommy Hilfigher o a Londra da Burberry, e pare funzionare, così anche il duo di stilisti DSquared2 ha scelto di fare un unico show, anticipandolo però nella settimana solitamente dedicata solo all’uomo, in modo da prendere la concorrenza in contropiede e anticipare i tempi. A differenza degli altri brand sopra citati, però, i gemelli canadesi non introducono anche il see now-buy now, ovvero la possibilità di comprare subito i capi visti sulle passerelle. Per loro, dicono, potrebbe essere poco producente.

RITORNI
C’è chi va e chi ritorna a Milano, come Alessandro Dell’Acqua, che riporta sulle passerelle la linea uomo di N°21 il suo brand con il quale sta ritornando in auge negli ultimi anni. La collezione maschile è stata lanciata nel 2014 a Pitti Uomo per poi proseguire a Milano, anche se all’ultima settimana milanese, nel giugno 2016 aveva deciso di non sfilare, ma di presentare i nuovi capi con un’installazione video, che però non ha funzionato molto, come ha sottolineato Dell’Acqua che crede ancora molto nel defilé come unico mezzo per presentare le proprie novità e che vede nell’abbigliamento maschile ancora del potenziale.

IL DEBUTTO
C’è anche chi a Milano inizia: lo stilista belga Cédric Charlier lancia la sua linea maschile per la prima volta e per farlo ha scelto proprio l’Italia. Lui, che solitamente lavora e sfila a Parigi, ha deciso di dare il via ai capi maschili con uno show in via Bergognone, senza far mancare le proposte femminili per il prossimo inverno. Una cinquantina di capi che come ha anticipato il designer, saranno contaminati dal lavoro di un artista a cui si è ispirato. Questa presenza porta nel sistema moda italiano quel pizzico di internazionalità e di visione sperimentale che aumenta l’interesse degli addetti ai lavori.

LARGO AI GIOVANI
La Camera Nazionale della Moda sta svolgendo sempre più il ruolo strategico, supportando e sostenendo i brand più giovani. Tra questi c’è ad esempio Christian Pellizzari, che disegna abiti dal gusto contemporaneo ma decisamente commerciale. Federico Curradi invece è classe 1975, ma dopo aver lavorato con Ermanno Scervino, Roberto Cavalli e Iceberg, si è messo in proprio solo nel 2016 e sfila ora a Milano. Continua il successo di Sunnei, il brand di Simone Rizzo e Loris Messina, che fino ad ora hanno proposto un uomo casual ispirato agli Anni ’90, che piace molto a una clientela internazionale. Miaoran, invece, arriva dal concorso Who Is On Next? E dopo essere stato ospitato da Armani la scorsa estate, ora sfila in proprio con i suoi outfit tra Oriente e Occidente. C’è poi una label danese, Wood Wood, destinata a sorprendere la clientela più tradizionale e infine Malibù 1992, brand italiano nato a Los Angeles, che si nutre di arte contemporanea e influssi neoclassici.

IL MECENATE ARMANI
Da qualche anno anche Giorgio Armani sta cercando di supportare i giovani talenti, ospitandoli direttamente a casa sua. È l’Armani Teatro di via Bergognone, infatti, il luogo in cui lo stilista dà spazio in ogni fashion week a uno o più stilisti emergenti. Quest’anno però Armani alza la posta e guarda a Est, offrendo la sua passerella a ben tre diversi marchi, che sfilano uno dopo l’altro in un unico evento. I prescelti sono il malese Moto Guo, il brand taiwanese Consistence e il giapponese Yoshio Kubo. Il designer italiano sente il fermento culturale ed estetico di Milano e vuole cavalcare l’onda il più possibile in favore dei più giovani.

PLEIN SI DÀ ALLO SPORT
Lo stilista tedesco Philipp Plein sta portando a casa buoni risultati e negli ultimi anni, merito anche delle molte star che l’hanno scelto per i propri outfit, si sta facendo conoscere in tutto il mondo. Il suo stile è decisamente aggressivo e fuori dagli schemi, ma funziona, e piacciono soprattutto le sue sfilate, sempre pensate molto in grande con scenografie e cantanti pop pronti a esibirsi. Anche se ha annunciato che d’ora in poi sfilerà a New York, i suoi estimatori possono consolarsi perché durante questa fashion week il designer presenta Plein Sport, una linea di activewear di lusso, già molto richiesta. C’è la sfilata sabato 14 gennaio e l’apertura del nuovo negozio in corso Venezia domenica, con un party rigorosamente su invito.

LE PRESENTAZIONI
Non solo defilé, ma come sempre anche tante presentazioni delle nuove linee, soprattutto di accessori, all’interno delle boutique milanesi. Scarpe e borse da uomo, ma anche giacche e abiti sartoriali sono messi in mostra non solo agli addetti ai lavori, ma anche al pubblico, salvo qualche eccezione. Si possono ammirare, ad esempio, le creazioni pensate per lui da Furla o le scarpe dal carattere forte di Giuseppe Zanotti Design o ancora quelle più classiche di Tod’s e quelle fashioniste di Jimmy Choo. Non manca certo l’abbigliamento classico di Kiton, Canali e Trussardi, così come i nomi del Made in Italy per eccellenza, da Ermanno Scervino all’immancabile Brunello Cucinelli. Tra i nomi più freschi, la maglieria di Luca Larenza merita un occhio.

RICAMI DI LUCE
Non è strettamente collegata alla moda maschile, ma la fashion week può essere l’occasione giusta per immergersi nella storia della moda e in particolare nell’uso dei ricami di paillettes, tornate per altro molto in voga nelle ultime stagioni. Negli spazi di Palazzo Morando, infatti, è possibile visitare la mostra Ricami di Luce, aperta fino al 2 luglio 2017, in cui sono esposti centinai di abiti dal 1770 al 2004, che hanno come comun denominatore il fatto di essere illuminati da ricami preziosi e incrostazioni pregiate. Un’occasione unica per staccare dalla frenesia della moda e andare a rifarsi gli occhi.

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Publicato in: Fashion, Milano, Sfilate Argomenti: , , Data: 13-01-2017 05:40 PM


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