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Rodolfo, il nuovo stilista di Jil Sander

di Luca Burini
Paglialunga è il direttore creativo della griffe tedesca. La prima collezione arriva a settembre 2014.
Rodolfo Paglialunga.

Rodolfo Paglialunga.

Ancora un segnale del successo internazionale della creatività italiana. Rodolfo Paglialunga è il nuovo direttore creativo della Jil Sander, la maison tedesca dell’omonima stilista definita l’Armani di Germania, rimasta orfana per la seconda volta della matita della sua fondatrice che nel 2013 si è dimessa per motivi personali. La prima collezione firmata Paglialunga farà il suo debutto in passerella a Milano a settembre con la collezione donna della primavera/estate 2015.
VUOLE FONDERE LUSSO E INNOVAZIONE
«Sono profondamente onorato di avere la possibilità di assumere questo ruolo», ha detto Paglialunga. «Ho ammirazione profonda per il marchio, come credo profondamente  nella sua visione pura e nei suoi valori. Il mio obiettivo è quello di portare avanti la fusione tra sofisticatezza, lusso e innovazione; e condurre la maison verso un livello successivo».
HA LAVORATO PER PRADA E VIONNET
Rodolfo, Rudy per tutto il mondo del fashion, è nato nelle Marche e ha studiato a Milano all’Istituto Marangoni. Il suo debutto nel mondo del fashion è stato nell’atelier di Romeo Gigli. Poi il botto. 10 anni da Prada come design director delle collezioni femminili. Poi nel 2009 Matteo Marzotto l’ha voluto da Vionnet. Il futuro di Rudy è adesso da Jil Sander. «Penso che questa di Paglialunga sia la scelta giusta perché rappresenta il giusto equilibrio tra personalità ed esperienza stilistica nel segno della nostra eccellenza», ha commentato Alessandro Cremonesi, amministratore delegato di JIl Sander.
GLI ADDII DI JIL
Fondata ad Amburgo nel 1968 dalla stilista di cui porta il nome, la maison ha passato la sua direzione creativa in mano a molti pilastri dello stile: l’ultimo, prima dell’ennesimo ritorno di Jil, era stato Raf Simons, poi assoldato da Dior. La fondatrice ha annunciato il suo addio nell’ottobre del 2013 quando per la terza volta ha lasciato la griffe dopo che già lo aveva fatto una volta, quando aveva ceduto il marchio al Gruppo Prada nel 2000. Dopo poco era tornata e dopo poco se ne era andata di nuovo. L’ultima collezione che porta la sua firma è la Primavera-Estate 2014.
APPASSIONATO FIN DA BAMBINO
La passione per la moda e i vestiti ha accompagnato Rudy fin da piccolo, quando guardando un film poteva anche perdere la trama alla ricerca del particolare nella gonna o del vestito della protagonista. Perché sono i particolari che fanno la differenza e Rodolfo Paglialunga lo sa bene. «Fin da quando ero bambino sono stato sempre incuriosito da tutto quello che era cinema, moda, abbigliamento. E’ stato un sogno che ho inseguito da sempre: quando vedevo un film mi capitava spesso di guardare come fosse vestito un attore piuttosto che un altro», ha raccontato lo stilista alla testata Qn. «Così decisi di andare a studiare a Milano all’istituto Marangoni, dove ho avuto maestri importanti che mi hanno fatto amare davvero questo mondo».
UN LAVORO TOTALIZZANTE
Ma la moda non è solo un sogno fatto di lustrini: «Da fuori sembra così, ma in realtà è un vero business, oramai non si scherza più, la moda è un’attività come tutte le altre in cui bisogna tenere sempre conto dei fatturati e, soprattutto in questi periodi di crisi, sappiamo bene cosa questo voglia dire», ha spiegato. «Non ci sono tempi morti, non esistono weekend, bisogna dare la propria disponbilità totale, perché tutto scorre davvero molto velocemente. Ma, chi fa questo mestiere, ha la grande fortuna di fare un lavoro che gli piace davvero, una fortuna che purtroppo non tutti hanno».
Nonostante la passione sfrenata, anche Paglialunga ha avuto i suoi momenti di crisi in cui ha pensato di mollare tutto, ma poi ha capito che lasciare sarebbe impossibile: «Questo è un lavoro che ha contaminazioni in moltissimi altri settori, ti mette in contatto con realtà le più diverse, ti porta in giro per il mondo. Indubbiamente ti apre la mente».
IL SUO BUEN RETIRO È NELLE MARCHE
E quanto ha bisogno di rilassarsi torna a Tolentino nelle Marche dove è nato e vissuto: «Lì si è formata la mia parte più intima e ci torno sempre molto volentieri. Poi c’è mio padre che è il mio primo fan, mi sostiene e mi supporta da sempre. Tolentino è una dimensione più intima che mi permette di riscoprire anche un po’ di tranquillità che, spesso, in questo mondo frentico si perde», ha svelato.

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