La tendenza

Il tesoro nell'armadio

di Luca Burini
Tutti pazzi per il luxury vintage. Capi-icona di almeno 20 anni fa collezionati come quadri.

Un tesoro di armadioLa moda come l’arte. C’è chi colleziona quadri e c’è chi colleziona abiti. Ma attenzione non abiti a caso. Il capo deve essere rigorosamente vintage e di marca. E poi poco importa se e in quali occasioni venga indossato: l’importante è averlo.
AFFARI ANCHE ALLE ASTE
Acquistabili nelle boutique di nicchia, alle mostre-mercato specializzate e persino all’ asta, i capi vintage piacciono sempre di più in barba alla crisi economica. Secondo alcuni, l’acquisto di un pezzo vintage di marca è una scelta rassicurante: si tratta infatti di un vero e proprio investimento in un capo-icona del passato come funziona con le opere d’arte appunto. I più scettici sostengono invece che si tratti soltanto di una tendenza. E che, in quanto tale, scomparirà con il cambiare della stagione. Al di là di tutti i discorsi più o meno filosofici il vintage griffato è una realtà che ci accompagnerà per lo meno per tutto il 2014. D’altronde come resistere ad abiti e accessori firmati da maison del calibro di Balenciaga, Chanel, Dior, Hermes, Gucci, Fendi, Ferragamo, Valentino, Pucci, Saint Laurent?
COME RICONOSCERE UN CAPO VINTAGE
La sfida è però riconoscere un pezzo vintage d’autore. Perchè oltre al brand che ha firmato la creazione c’è tanto altro. Prima di tutto è importante che il capo abbia almeno 20 anni, altrimenti i puristi del settore potrebbero non considerarlo vintage e inserirlo nella ben più triste categoria dell’usato. Griffato, ma sempre usato. Inoltre bisogna considerare anche i tessuti utilizzati, la storia del capo, le rifiniture e i dettagli preziosi.
COME QUADRI E SCULTURE
Pezzi come un completo anni ’50 di Dior, una borsa in pelle matellassè di Chanel degli anni ’80, o ancora un paio di occhiali da sole Ray-Ban originale degli anni ’70 hanno quotazioni stellari al pari delle opere d’arte. Già qualche anno fa la casa d’aste di Parigi Maison Drouot ha battutto 653 lotti di abiti haute couture firmati Chanel raggiungendo cifre molto alte, come fossero quadri o sculture di artisti famosi.
NON SOLO COUTURE
Ma non solo la couture risiede nell’Olimpo del luxury vintage: vanno considerati tali anche gli uniformi e le divise militari antiche, jeans iconici (come i primi Levi’s o Diesel), la bigiotteria italiana e americana d’epoca.
IL VINTAGE NELLE NUOVE COLLEZIONI
Un trend a cui le maison dell’era 3.0 non hanno potuto ignorare. Anzi. Alcuni brand hanno proposto il restyling di modelli iconici. Gucci ha proposto una riedizione della Bamboo Bag insieme con la mostra Bamboo Forever, che ripercorre i 64 anni della borsa con modelli vintage d’archivio e fotografie di celebrities che l’hanno indossata, come Ingrid Bergman e Vanessa Redgrave. E ancora Ferragamo che ha riproposto le calzature storiche nella linea Ferragamo Creations, mentre Fratelli Rossetti ha rilanciato il mocassino Brera, la cui prima versione risale agli anni ’60.

 

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