L'evento

La camicia bianca secondo Ferrè

di Luca Burini
A Prato un evento per ricordare il grande stilista. E i suoi capi. Opere di architettura sartoriale.
La camicia bianca secondo Ferrè

Gianfranco Ferrè in passerella.

Nei suoi capi la moda incontrava l’architettura. Nelle camice soprattutto. E da febbraio 2014 una mostra ce lo testimonia. L’evento, in programma a Prato è stato battezzato La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferrè. In un gioco di luci saranno esposte 27 camice insieme con i suoi disegni. D’altronde Ferrè (1944-2007) diceva: «Buona parte del mio iter creativo si spiega alla luce del mio background e della mia formazione come architetto». Infatti nel 1969 si era laureato alla facoltà di Architettura discutendo una tesi sulla «Metologia dell’approccio alla composizione». Per lo stilista italiano la moda era «poesia, intuito, fantasia, ma anche metodo e atteggiamento progettuale che si fonda sulla concezione dell’abito come risultato di un intervento programmato e consapevole sulle forme».
MODELLI ICONICI IN ESPOSIZIONE. La mostra al Museo del Tessuto della città della Toscana vuole mettere in luce l’approccio tecnico e progettuale dello stilista nella costruzione della camicia anche grazie ad istallazioni artistiche e alcuni modelli iconici: dal bustier di sete che sembra sfidare le leggi della gravità alla camicia rovesciata.
HA RILETTO I CANONI DELL’ELEGANZA. Per Ferrè la camicia bianca, oltre che essere un elemento di continuità in tutto il suo lavoro, è stato il punto di partenza per «rileggere i canoni dell’eleganza». Come si può osservare nei disegni originali dello stilista. Parte integrande della sua modalità progettuale, il disegno è il primo approccio creativo, ma contiene tutti gli elementi sostanziali che ne precedono la traduzione in cartamodello. Le linee contengono già l’immagine definitiva delle creazioni: i volumi, i dettagli, la leggerezza o pesantezza delle stoffe. Tutto descritto dal tratto più o meno marcato. A volte più di un disegno può corredare con chiose d’autore che descrivono per esempio i particolari tecnici come cuciture, rifiniture, lavorazioni speciali e tessuto prescelto.
IL BIANCO E I GIOCHI DI LUCE. La scelta consapevole del non colore, il bianco, rapprenta il denominatore comune tra le creazioni. La cifra stilista dell’autore insomma. I giochi di luce permettono al bianco di accendersi in diversi modi, mentre la sua assenza li porta in evidenza.
«È fin troppo facile raccontare la mia camicia bianca. È fin troppo facile dichiarare un amore che si snoda come un filo rosso lungo tutto il mio percorso creativo», scriveva nei suoi appunti Gianfranco Ferrè. E ancora: «È il segno del mio stile che dichiara una costante ricerca di novità e un amore per la tradizione».
L’INCONTRO TRA TRADIZIONE NOVITÀ. Tradizione e novità sono infatti gli elementi da cui prende il via la storia della camicia bianca griffata Ferrè. Tutto è cominciato con la camicia maschile che ha ispirato lo stilista. «La blusa candida sa essere leggera, impeccabile e severa quando conserva il taglio maschile», ma anche sontuosa e avvolgente «come una nuvola» o aderente e strizzata «come un body». Può essere «enfatizzata in alcune sue parti, il collo ed i polsi innanzitutto, oppure ridotta e intenzionalmente privata di alcune sue parti: la schiena, le spalle, le maniche». Si impreziosisce «di pizzi e ricami, è resa sexy dalle trasparenze, oppure incredibilmente ricca ed importante da ruche e volant. Si gonfia e lievita con il movimento, quasi in assenza di gravità. Svetta come una corolla incorniciando il viso. Scolpisce il corpo per trasformarsi in una seconda pelle».
LA SPERIMENTAZIONE COI TESSUTI. Inoltre, secondo Ferrè, è «la versatile interprete delle più svariate valenze materiche: dell’organza impalpabile, del taffettà croccante, del raso lucente, della duchesse, del popeline, della georgette, dello chiffon». Lo stilista era molto interessato alla sperimentazione dei tessuti. Tanto che aveva chiesto che si lavorasse a un tessuto che combinasse carta e lino.

La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferrè
1 febbraio 2014 – 15 giugno 2014
Museo del Tessuto, via Puccetti 3 Prato
Orari martedì – giovedì 10 -15; venerdì-domenica 10 -18. Giorno di chiusura: lunedì
www.museodeltessuto.it | info@museodeltessuto.it
FB museodeltessuto | Twitter #museodeltessuto
www.fondazionegianfrancoferre.com | info@fondazioneferre.com

Per informazioni sull’azienda: Gianfranco Ferrè

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