EVENTO

Micol, 100 anni alla moda

di Luca Burini
L'ultima delle Fontana festeggia un secolo di vita. La storia dell'atelier della Dolce Vita.
Micol Fontana.

Micol Fontana.

L’8 novembre compie 100 anni Micol Fontana, la signora della moda italiana e unica superstite delle tre sorelle che portarono alta la bandiera del made in Italy nel mondo fin dagli anni del secondo Dopoguerra. Ma, nonstante l’età, la mente è lucida e le idee chiare. Tanto che a proposito della moda di oggi Micol non ha dubbi: «Buon gusto e semplicità sono gli ingredienti principali», ha spiegato aggiungendo: «La minigonna? Orribile. Serve solo a mettere in mostra le gambe. Che spesso sono brutte». E ancora: «I pantaloni calati per far vedere le mutande? Quelli li dobbiamo a certi stilisti d’i oggi, che hanno recato danni irreparabili al buon gusto. I tatuaggi? I pearcing? Tutta roba da matti», ha commentato senza peli sulla lingua. Del resto se lo può ampiamente permettere dall’alto del suo secolo dedicato al pret à porter. E per festeggiare la pioniera della moda made in Italy è stato organizzato un evento speciale nei Musei Capitolini a Roma con una mostra di alcuni dei modelli storici della maison.
DA PARMA A ROMA
Micol, Zoe e Giovanna erano figlie di una sarta, che alla fine degli anni Trenta, da un piccolo paese della provincia di Parma, Traversetolo, arrivarono nella capitale devastata dalla guerra e nel giro di pochi anni imposero il loro stile nell’alta moda.
Gli inizi dell’avventura imprenditoriale delle tre ragazze ha  il sapore di una fiaba di altri tempi. Giovani, grintose, seppur molto diverse fra loro, con le idee chiare e soprattutto un obiettivo ben chiaro in mente: affermarsi nel settore dell’alta sartoria e uscire dalla miseria in cui erano vissute. È  stata la più grande, Zoe a decidere di lasciare il paese, fare i bagagli e salire su un treno per Roma, città dove le tre fondarono l’atelier Sorelle Fontana.
GIULIA MARCONI FU LA PRIMA CLIENTE
La città ha offerto diverse opportunità alle sorelle: la prima cliente prestigiosa fu Giulia Marconi, figlia dello scienziato inventore delle tecnologie di comunicazione senza fili, che chiese loro di confezionarle degli abiti. Poi toccò all’attrice hollywoodiana Linda Christian, moglie di Tyrone Power, che si rivolse a loro per il suo abito da sposa. «Dopo che le disegnammo l’abito da sposa ci telefonò: “Le mie amiche Rita e Marilyn sono entusiaste di voi!” E le sue amiche erano la Hayworth e la Monroe», ha ricordato Micol.
LA FAMA NEGLI STATI UNITI
La fama delle sorelle Fontana raggiunse in breve tempo gli Stati Uniti d’America tanto che, per il loro abito nuziale, si rivolsero alle stiliste anche Margaret Truman, figlia dell’allora Presidente, e Maria Pia di Savoia, figlia dell’ultimo re d’Italia Umberto II.
CREAZIONI PER AVA GARDNER
Negli anni ‘50, grazie soprattutto all’afflusso di attori e registi americani a Roma, l’atelier conobbe il picco del suo successo; attrici come Mirna Loy, Barbara Stanwich e Michelle Morgan facevano la fila per farsi confezionare abiti da Micol e dalle sue sorelle. Tra le loro clienti più assidue c’era la splendida Ava Gardner per la quale realizzarono anche diversi abiti di scena. «Con lei eravamo più che amiche, sorelle», ha detto Micol. «In un film dovevamo vestire Ava da monsignore. Noi siamo cattoliche: chiedemmo il permesso al Vaticano. Loro ci mandarono un abito da cardinale da copiare. Poi quel film non si fece più; ma l’abito lo prese Fellini per La dolce vita. E da Ava passò ad Anita Ekberg», ha aggiunto Micol.
L’ABITO DA SPOSA MAI INDOSSATO DA AUDREY
Tra le sue clienti c’è stata anche Audrey Hepburn: «Di lei amavo lo spirito pronto, la deliziosa simpatia. E la bontà. Mentre girava Vacanze romane doveva sposare un lord, e noi le preparammo l’’abito nuziale». Poi il matrimonio andò a monte perchè s’i era innamorata di Mel Ferrer: «Ma lei pagò l’’abito e lo regalò alla più povera delle nostre sarte». Grace Kelly, poi, era addirittura un sogno. «Quando arrivava, così esile e bionda, coi suoi bambini, sembravano usciti dai racconti delle fate».
L’EMOZIONE DI INCONTRARE JOHN KENNEDY
L’’emozione più grande, però, non l’’ha provata per una donna. «Un giorno suonarono alla porta dell’atelier. Mi trovai davanti John Kennedy. Sua moglie Jackie voleva rinnovare tutto il guardaroba da noi».
SUCCESSI E TRAGEDIE
Ma la vita di Micol non è stata facile. Le gioie dei suoi successi professionali sono stati spesso offuscati dalle disgrazie della vita privata come la morte della sua unica figlia in tenera età.
UNA FONDAZIONE PER CONSERVARE LE CREAZIONI
Dopo la scomparsa delle sorelle, Micol ha deciso di istituire nel 1994 una fondazione che porta il suo nome ma che si occupa di raccogliere tutta l’eredità e le splendide creazioni realizzate insieme alle sue sorelle. Tra i tesori custoditi dalla fondazione c’è un abito da sera ricamatissimo creato per Rita Hayworth nel 1952 e di recente restaurato grazie al supporto della Maison Bulgari. E ancora le creazioni indossate da dive internazionali come, oltre a quelle già citate, Soraya di Persia, Elizabeth Taylor e Ursula Andress.  Per un totale di 200 abiti realizzati dal 1940 al 1990. Inoltre il grande archivio è costituito anche da una vasta raccolta di figurini, ricami, accessori, foto e libri.

Per informazioni: Fondazione Micol Fontana

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