Icone

Chanel in mostra

di Stefania Romani
Coco in mostra. Fino al 2 febbraio al Gemeent Museum de L’Aia.
Tagli sobri ed eleganti. E colori con cui osare.

A L’Aia, Accanto ai bozzetti sfilano i cappotti e gli abiti creati dalla grande stilista.

Ci sono la vita e il lavoro di Coco, nella mostra Chanel: la leggenda, allestita fino al 2 febbraio al Gemeent Museum de L’Aia. Che restituisce un mondo diventato sinonimo di eleganza, stile, libertà di movimento. Accanto a bozzetti originali firmati negli anni ’20 e ’30 sfilano cappotti, accessori e abiti creati su misura per star del calibro di Marlene Dietrich e Romy Schneider o per esponenti del jet set come la regina Paola del Belgio. Uno spazio a parte è dedicato alla Costume Jewellery, in cui figurano i pezzi di gioielleria e di bigiotteria per i quali la stilista scatenava la sua inventiva, usando pietre coloratissime e cristalli, da alternare alle classiche perle, all’oro bianco e ai diamanti.

Chanel la leggenda. Un composit dei contenuti della mostra.

Chanel la leggenda. Un composit dei contenuti della mostra.

RIVOLUZIONARIA E PROVOCATORIA
È poi esposto un flacone originale di Chanel N° 5, il profumo da donna più venduto al mondo, che Marilyn consacrò fra le icone planetarie affermando: «Cosa indosso a letto? Chanel N° 5, ovviamente».
E se la boccetta, e il suo contenuto, sono un evergreen, lo stesso vale anche per altre creazioni in mostra a L’Aia, come il celebre tubino nero, spesso guarnito con colletti e polsini bianchi, e la borsa 2.55, in pelle matélassé e catena metallica, che ancora oggi è fra le più imitate.
Del resto Coco era fiera di essere copiata: debuttò nel mondo della moda nel 1908, confezionando cappelli prima a Parigi e poi a Deauville, per aprire dei negozi solo qualche anno dopo. E già negli anni Venti le sue collezioni segnarono una rivoluzione nel modo di vestire delle donne.
Fra i suoi capi destinati a fare tendenza, anche per il tessuto morbido, che va dal jersey al gabardine al tweed, ci sono bluse avvolgenti, cardigan maschili e gonne diritte, rigorosamente sotto il ginocchio.
Ma furono una novità anche i tailleur dalle linee essenziali, impreziositi dalla passamaneria o da bottoni a forma di camelia, il fiore preferito di Coco, con la sagoma del leone, suo segno zodiacale, o con le due C sovrapposte, poi diventate logo della casa di moda.
DA COCO A KARL
Fra le sale del Gemeent Museum i riflettori sono accesi anche sul ruolo di Karl Lagerfeld, entrato in Chanel 30 anni fa, e sul suo lavoro, in equilibrio fra il rispetto per l’eredità stilistica della maison e la voglia di innovare. Con il risultato di vestire una donna cosmopolita, dinamica, che porta con disinvoltura la doppia C, il numero 5 e le camelie.

La borsa 2.5, uno dei modelli più iconici di Chanel.

La borsa 2.5, uno dei modelli più iconici di Chanel.

UN’OCCSIONE PER VISITARE L’AIA
Tutto quello che c’è da sapere sulla mostra è sul sito http://www.gemeentemuseum.nl/en. La Città della pace è chiamata la Montmartre d’Olanda per lo splendido centro storico pedonale, con palazzi antichi, atelier, negozi. L’Aia è anche la capitale della cucina multietnica, con ristoranti e lounge bar che offrono pesce crudo, sapori speziati, piatti orientali. L’aeroporto internazionale di Amsterdam è a poco più di 40 km da L’Aia e i collegamenti in treno sono molto frequenti.
Vicini alla capitale ci sono anche gli aeroporti di Rotterdam e Leiden, a 16 e 13 km ed è ben collegata con treni frequenti a tutte le altre città vicine.
Vasta è la scelta per la notte, dagli alberghi per famiglie agli hotel di design. Si va dai 190 euro per due notti in una matrimoniale all’Hotel Sebel, ai 230 euro per due notti per una matrimoniale con colazione inclusa all’Hotel Corona (vicino ai palazzi della politica).

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Publicato in: Fashion Argomenti: , , Data: 01-11-2013 09:00 AM


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