INVERNO 2013/2014

A Parigi sfila una nuova sartorialità

di Enrico Matzeu
Tagli irregolari, tessuti maschili reinventati, tanta pelle. Per superare la crisi.

 

La sfilata Autunno/Inverno 2013-2014 di Céline, a Parigi.

Gli stilisti d’oltralpe hanno dato una bella lezione:  per l’autunno/inverno 2013-14 infatti,  hanno proposto una serie di collezioni eleganti, sofisticate e spesso lineari. Quasi a voler reinterpretare, attraverso gli abiti, il clima di austerity che si vive in tutta Europa. Non sono ovviamente mancati le note più eccentriche, ma tutto sommato hanno prevalso linee irregolari ammorbidite da colori semplici. Il bianco e nero si conferma un binomio amatissimo, mentre i capi perdono struttura e le stampe, anche se poche, sono coloratissime.
LA MODA IN BIANCO E NERO
Giochi di positivo e negativo hanno caratterizzato molte delle collezioni in passerella, a partire da Chloè che propone maxi righe nelle bluse rimborsate dentro a gonne bianche a vita alta, mentre da Balenciaga le gonne sono nere, portate con camicie candide con giochi di volumi sul davanti. Da Costume National le giacche, sono bianche in un susseguirsi di cerniere con i risvolti neri, mentre quelle di Balmain sono in pelo, con le spalline Anni Ottanta, portate con lupetti neri.
Arriva poi lo stile visionario di Ann Demeulemeester, fatto di lunghe vesti aperte, dove il nero sfuma nel bianco e i maxi cappelli fanno sembrare le modelle quasi degli spaventapasseri. Anche Gareth Pugh non si tira indietro e propone lunghi abiti a cono neri dall’impronta gotica, con mantelli in taffetà bianco.
LINEE IRREGOLARI
A Parigi le forme vengono sovvertite, spesso eliminate attraverso l’uso di linee rotonde e fogge a cappa. Come quelle di Christian Dior scelte per le giacche e i cappotti, chiusi al collo da eleganti fiocchi piatti. Da Céline, poi, oltre ai giacconi a uovo, i vestiti in lana cotta hanno doppie maniche, per giochi di illusioni sartoriali. Le pieghe sono infinite, quasi a creare origami in tweed e pied de poule da Comme de Garçons, mentre da Lanvin le camicie sono delle millefoglie di eterea organza. John Galliano invece crea giacche e maxi bermuda che si fondono in un tutt’uno di balze a fisarmonica irregolari, che da sole valgono l’intera collezione.
I GIUBBINI IN PELLE SONO CORTI
I giubbini sono portati corti e sono realizzati in pelle leggerissima, come quella usata da Barbara Bui per i suoi scalda cuore, mentre da Givenchy, sono bombati e con stampe foulard.
Riescono in ogni caso a regalare uno stile casual, pur essendo spesso realizzati in materiali pregiati, i capi di Kenzo, di impronta orientale con riflessi dorati. Da Balenciaga sono invece più austeri, stondati e total black; Lanvin li vuole lussuosi, in morbida pelliccia, dove il nero sfuma nel beige, portati aperti sopra a tubini in pizzo. Infine, Jean Paul Gaultier li  propone con stampe di figure e parole in viola e verde sulla seta e sulla pelliccia.
UNA NUOVA SARTORIALITÁ
A Parigi si assiste poi a un ritorno al tayloring, a quegli abiti concepiti quasi fossero su misura, con freschi di lana e gessati tipici del guardaroba maschile.
Maison Martina Margiela rivisita le tipiche righe con completi dalle giacche smanicate e dai pantaloni a palazzo, portati morbidi. Vivienne Westwood crea tailleur gessati o in tinta unita con giacchini a girocollo e dalle spalle pronunciate, su modelle con il volto tinto di bianco, nello stile irriverente della designer inglese.
La sua connazionale Stella McCartney crea un’intera collezione con questa filosofia, reinventando di fatto i tessuti maschili, che si trasformano in abiti a sacco dal piglio casual. I completi abbondanti e asimmetrici sono dedicati a  una donna emancipata. Anche nel guardaroba.

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