INTERVISTA

Lo stilista teenager che non segue le tendenze

di Luca Burini
Andrea Brocca, cresciuto a Dubai da genitori italiani, è un enfant prodige della moda. Da tenere d'occhio.

Lo stilista sedicenne Andrea Brocca.

Ha solo 16 anni, ma il suo nome campeggia a caratteri cubitali neri e oro all’entrata di una boutique in uno dei centri commerciali più esclusivi di Dubai, il Wafi.
Lui è Andrea Brocca, lo stilista più giovane al mondo. Il ragazzo, italiano d’origine, ma cresciuto a Dubai, con l’apertura del suo aterlier è infatti entrato nel Guinnes dei primati scippando il titolo a uno mostro sacro dell’alta moda come Yves Saint Laurent che, a 21 anni, prese il posto di Dior alla direzione della blasonata maison di moda francese.
Brocca vizia le sue clienti, «donne di classe, decise, che conoscono il loro corpo», con vestiti da sera da mille e una notte. Rigorosamente realizzati a mano e personalizzati: «Io disegno la collezione da esporre, ma una volta che la cliente sceglie l’abito questo viene reinventato in base alle sue richieste».

Letteradonna.it ha incontrato il «bambino prodigio dell’alta moda» Andrea Brocca che, oltre a raccontarsi, si è lasciato sfuggire qualche anticipazione sulla sua prossima collezione.

DOMANDA. Come si sottrae il Guinnes dei primati a un’icona come Yves Saint Laurent?
RISPOSTA. Con tanto lavoro e passione.
D. La passione per la moda appunto. Da dove nasce?
R. È un qualcosa che sento da sempre. All’asilo disegnavo già vestiti. Adoravo fare shopping con mia madre.
D. È stata lei la sua musa?
R. Si è la mia ispirazione.
D. E a 13 anni ha iniziato a lavorare grazie a un incontro fortunato.
R. Sì con Alice Temperly (stilista britannica che ha tra le sue clienti anche la duchessa Kate, Jessica Alba e Sarah Jessica Parker).
D. Come è riuscito ad arrivare a lei?
R. Le sono corso dietro pregandola di dare un’occhiata ai miei disegni.
D. E poi cosa è successo?
R. L’estate successiva ho fatto uno stage alla Temperly London e ho firmato anche un modello inserito in una collezione.
D. Poi premi, l’atelier e il Guinnes dei primati. Ma lei resta comunque un teenager. Va a scuola?
R. Sì, frequento il liceo.
D. Come riesce a conciliare la vita di un sedicenne con quella di uno stilista nascente?
R. Non mi concedo distrazioni.
D: Solo lavoro e studio.
R. No. Ho anche degli amici. Ma non mi considero un animale sociale.
D. La sua giornata tipo?
R. Mattina a scuola, pomeriggio in atelier e la sera frequento eventi dedicati alla moda.
D. Com’è il suo rapporto con la scuola?
R. Positivo. La considero un’occasione per migliorare anche nel lavoro.
D. In che senso?
R. Molte materie mi sono utili per il lavoro che svolgo: dalle lingue straniere alla psicologia passando per l’arte.
D. Cosa nascono le sue collezioni?
R. Da umori e sensazioni. Infatti non credo nei trend. O per lo meno non me ne occupo quando disegno.
D. Cosa rende inconfondibile il suo stile?
R. Il controllo del dettaglio.
D. Un segreto sulla sua prossima collezione?
R. Le decorazioni metalliche.
D. Le piacerebbe disegnare anche collezioni maschili?
R. La moda uomo mi affascina e mi ispira per la sua semplicità. Per ora non mi sento pronto, ma mi piacerebbe farlo in futuro.
D. Cosa non deve mai mancare nel guardaroba di una donna davvero elegante?
R. Un abito lungo. Nero e semplice da reinventare nelle varie occasioni giocando con gli accessori.
D. C’è una donna dello show che le piacerebbe vestire?
R. Ce ne sono molte. Istintivamente direi Jessica Chastain, l’attrice di The Tree of Life, e Diane Kruger di Troy e Bastardi senza gloria.
D. A quali grandi nomi della moda internazionale si ispira?
R. Di Armani mi colpisce il suo essere ingegnoso con ogni tipo di corpo. Dell’ultimo Valentino mi piace la capacità di coniugare il classico con l’avanguardia. Ma sono in molti i miei punti di riferimento: da Gucci a Prada passando per Riccardo Tisci di Givenchy.
D. Le sarà capitato di incontrare qualche icona della moda.
R. Si. Quando posso chiedo sempre consigli.
D. Da dove vengono i tessuti che utilizza per le sue creazioni?
R. Dall’Italia. Ci sono dei distretti specializzati come Como, Prato e Bologna.
D. A proposito di Italia. Ci torna spesso?
R. Sì. Ho molti parenti a Milano dove mia sorella frequenta l’Università.
D. Non le piacerebbe lavorare a Milano?
R. Mi piacerebbe presentare le mie collezioni durante la Milan Fashion Week. E perchè no? Avere anche un quartier generale. In fondo è la capitale della moda e la città dei miei genitori.

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Publicato in: Fashion, Foto, Gallery, Persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 06-02-2013 01:09 PM


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