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Calendario Pirelli, nuova femminilità

di Enrico Matzeu
Donne impegnate, Adriana Lima incinta. L'opera promette di stupire. Il 27 novembre, a Rio de Janeiro.

Il fotografo Steve McCurry e la modella Kyleigh Kuhn in una foto del backstage del calendario Pirelli 2013.

Il calendario Pirelli è lo specchio dei tempi. Nato nel 1964 dall’omonima azienda di pneumatici, è diventato nel tempo un appuntamento fisso, che ha reso celebri fotografi e modelle. E che, a suo modo, ha rappresentato le evoluzioni del costume, incarnando il mood di ogni periodo storico e sociale. Stampato in edizione limitata e assolutamente non in vendita, ma regalato dall’azienda a pochi cultori, il calendario ha visto alternarsi dietro all’obiettivo nomi del calibro di Richard Avedon, Bruce Weber, Patrick Demarchelier, Terry Richardson, Mario Sorrenti e Karl Lagerfeld. Gli scatti per i dodici mesi del 2013, invece, sono a firma dell’americano Steve McCurry.
UN CALENDARIO CHE HA FATTO LA STORIA

Le protagoniste delle foto, le ambientazioni e i nudi, da sempre definiti artistici, sono mutati negli anni, adattandosi ai tempi. Così, la prima edizione ha visto tra le modelle le rappresentanti dei Paesi in cui la Pirelli esportava i suoi pneumatici, una sorta di trait d’union tra gli interessi commerciali e il percorso fotografico che l’azienda stava per intraprendere. Nel ’74 fu addirittura sospeso a causa della forte recessione economica, per ritornare in stampa poi dieci anni dopo. Nel 1988, periodo d’oro per la danza internazionale, furono immortalate solo ballerine guidate dalla coreografa Gillian Lynne, che ne voleva esaltare la sensualità e la potenza erotica. Gli Anni ’90 sono quelli delle top model, delle grandi bellezze patinate, che conquistano passerelle e copertine con i loro corpi. È il momento di gambe nude, seni scoperti e provocanti, ma anche dei nomi di prestigio: da Eva Herzigova a Inés Sastre, passando per Monica Bellucci, che debuttò nel ’97.
LA SENSUALITÁ OSTENTATA
Nei primi dieci anni del 2000 si è assistito poi a un boom della sovraesposizione del corpo femminile, che ha contaminato tutti i settori della comunicazione. E si è sparsa a macchia d’olio in molti Paesi europei, costringendo in un qualche modo fotografi e artisti ad adattare i propri lavori alle esigenze del mercato. Fondoschiena e seni scoperti sono diventati ben presto i valori dominanti anche del celebre calendario, che ha proposto una donna sempre più erotica, talvolta aggressiva, immersa in location esotiche o in pose a volte forzatamente sensuali.
UNA NUOVA FEMMINILITÁ
L’edizione 2013 vede però un’inversione di tendenza e la volontà di rappresentare un’immagine nuova, dove paradossalmente il corpo non è al centro, non nella sua nudità per lo meno, ma lascia spazio all’impegno. Le protagoniste di quest’edizione, sono infatti, modelle impegnate in prima linea nei propri Paesi per i diritti delle donne e nella lotta per la libertà dei popoli oppressi. Così Sonia Braga, Hannah Ben Abdesslem, Kyleigh Kuhn, solo per fare alcuni nomi, appaiono completamente vestite e assolutamente caste nelle svariate location di Rio de Janeiro. Città dove verrà presentato, il prossimo 27 novembre, il calendario, alla presenza di una madrina d’eccezione: Sofia Loren. La sensualità e la femminilità trapelano però anche da sotto le vesti, cercando in qualche modo di riscattare il gentil sesso.
LA “PRIMA” DEL PANCIONE
Così non appare per nulla casuale la scelta di immortalare proprio quest’anno, per la prima volta nella storia del calendario, un pancione: quello della bella Adriana Lima in dolce attesa, quasi a voler sottolineare la naturalezza di essere madre, senza rinunciare alla propria femminilità. La crisi di valori, prima ancora di quella economica, che ha investito l’Europa in questi ultimi anni, e il conseguente bisogno di un’austerity anche nell’immagine, sembra dunque aver influenzato le scelte fotografiche dei 12 mesi, in favore di una maggiore attenzione alla donna e non solo al suo corpo.

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