PIACERI

Il passato ritorna. Al castello di Belgioioso

di Matilde Lanzetti
Dal 12 al 15 ottobre alle porte di Pavia si tiene The Next Vintage, il tradizionale festival mercato dedicato ai capi di un tempo.
Il castello di Belgioioso, in provincia di Pavia.

Il castello di Belgioioso, in provincia di Pavia.

La passione per il passato rivive una seconda vita nel presente. Il vintage è protagonista indiscusso delle tendenze dell’ultimo decennio, con festival dedicati in tutta Italia. Il più famoso, The Next Vintage (dal 12 al 15 Ottobre), ha aperto i battenti nella splendida cornice del castello di Belgioioso (vicino a Pavia), con i più prestigiosi operatori del settore pronti a presentare il meglio delle collezioni dal ‘700 ai primi Anni ’90. Un viaggio attraverso le epoche, i costumi e i cambiamenti sociali. Proposte che permettono di affermare la propria personalità, dissociandosi dalle strette mode del momento. Un modo per guardare al futuro rivisitando le eccellenze di un tempo che fu.
IRRIPETIBILE E DI VALORE
Resistere al vintage è impossibile: come se ci fossero migliaia di bauli della nonna ad aprirsi al nostro passaggio, mostrando capolavori sartoriali. Tessuti di pregio, finiture importanti, bottoni gioiello, pochette retrò, acconciature. Ma è importante sapere cosa contraddistingue il capo vintage dal capo vecchio (o second hand), per non sbagliare a scegliere e acquistare, o perché no, recuperare dall’armadio della mamma o della nonna.
La caratteristica principale  dell’abito o dell’accessorio vintage non è tanto quella di essere già stato utilizzato da qualcuno in passato, quanto il valore che ha acquisito nel tempo. Il vintage in epoca moderna è irripetibile e irriproducibile con gli stessi standard qualitativi dell’epoca e, cosa fondamentale, ha caratterizzato profondamente un particolare momento storico della moda, del costume o del design.
RITORNO AGLI ANNI ’60
Ogni stagione riporta in auge un decennio. Se il revival dell’estate è stato quello della pin up anni ’50, il prossimo inverno sarà back to the ‘60. Gli Anni ’60 sono ricordati per i vestiti a trapezio del giovane Yves Saint Laurent che ignoravano il punto vita, e per i cappottini stretti sulle spalle e svasati al ginocchio di Dior. Poi venne il 1965 e Mary Quant scoprì le gambe, presentando al mondo la minigonna. Gli anni del boom economico  sono contraddistinti anche dal colore e dalla forma: gli stilisti trovarono nuovi motivi saccheggiando la pop art e l’op art. Abile uso delle forme come cerchi, quadrati e spirali per un’illusione di movimento, sulla tela come sui tessuti.

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