ATTUALITÀ

Donne e scienza: poche e bistrattate

di Simona Peverelli
Al convegno di Siena tre giorni di dibattiti, dal ruolo delle scienziate alla medicina di genere.

Le donne

Le posizioni apicali, è risaputo, non sono roba da donna. Ed è una questione che vale anche per il mondo scientifico. Se provassimo a contare i primari o i direttori scientifici donna, infatti, non dovremmo fare un gran calcolo. Inquadra bene questa situazione uno studio appena pubblicato sulla rivista internazionale Proceedings of the National Academy of Sciences: a parità di competenze, le donne vengono valutate come meno preparate solo per il fatto di non essere uomini, e per questo sono loro offerte meno opportunità di lavoro e salari più bassi. E la cosa più incredibile è che il pregiudizio non viene solo dagli uomini, spiega lo studio, ma anche dai valutatori donna, segno che il fenomeno è dovuto a meccanismi di discriminazione più o meno consapevoli. Le ricercatrici scientifiche incontrano molte difficoltà nel proprio campo e sono spesso costrette a subire discriminazioni nell’affermarsi professionalmente. Proprio di questi temi si occuperà il convegno Le donne nella scienza dalla Toscana all’Europa, che si terrà all’Università di Siena presso la Certosa di Pontignano, da giovedì 4 a sabato 6 ottobre.
LA TRE GIORNI DI DIBATTITI
Le giornate, organizzate dall’associazione Donne Scienza con il patrocinio della Regione Toscana e la collaborazione del Comitato Pari Opportunità dell’Ateneo senese, iniziano dando la parola ad alcune giovani ricercatrici che lavorano in Toscana, e proseguono con una tavola rotonda per evidenziare il contributo delle donne in settori come l’economia, la medicina, le scienze dure e ambientali. Cifre alla mano, ci sarà spazio anche per un’analisi delle opportunità di carriera per le ragazze nelle discipline tecnico-scientifiche. La seconda giornata del convegno sarà dedicata, invece, ai progetti europei a cui l’associazione partecipa, e al lavoro che alcune socie hanno svolto al tavolo di concertazione voluto dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal dipartimento delle Pari opportunità. Conclude la tre giorni di dibattito una sessione sulla medicina di genere, la disciplina che promuove lo studio del modo differente in cui le malattie si manifestano, si evolvono e possono essere curate.
UNA DONNA ALLA GUIDA DEL CONVEGNO
«Sono diverse le ricercatrici che in Italia si occupano di questo tema e siamo felici di averne una gran parte al nostro convegno – ha sottolineato Anna Maria Aloisi, professore associato di Fisiologia all’Università di Siena e promotrice del convegno- dalle differenze nella fisiologia a quelle nella pneumologia, dalle malattie autoimmuni alla farmacologia, molti saranno i temi di attualità affrontati», ha aggiunto la professoressa che organizza la tre giorni senese. Almeno qui, una donna al vertice non poteva mancare.

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