CI PIACE CURVY

Sul web i salotti psycofashion

di Matilde Lanzetti
Le "morbidelle" si ritrovano online, tra social network e blog. Per parlare di moda. E di autostima.

Sono una donna tecnologica, lo dico senza vergogna e con il pollice in su. Se penso alle lezioni in Università sorrido: ero una di quelle nostalgiche (un po’ lo sono ancora ) della carta riciclata, degli appunti scritti e riscritti sul quaderno e non sul pc, dei mercatini delle pulci e della macchina fotografica a pellicola.
LA RETE DIVENTA UN’AMICA
La rete ha però i suoi buoni motivi di esistere nelle giornate di una donna. L’ho scoperto con il lavoro, quello vero e proprio in redazione, e quello su me stessa. Un giorno, mentre passavo in rassegna siti e blog di moda, pensavo quanto fossero distanti certi modelli di donna proposti, e quanto sarebbe stato confortante invece avere uno scambio con ragazze con quel plus in più. Digito su Google: blogger curvy italiane ( di americane ne conoscevo già, loro giocano in casa, sono pratiche con la materia), e inizia “un’avventura psycofashion” inimmaginabile.
LA COMMUNITY DI CURVY BLOGGER
Voglio scrivere di fashion plus, ma fare il piccolo pesce palla in un mare di “squali femmina so cool”, da sola, non mi sembra il caso. Mi servono rinforzi. E qualche futura collega la trovo. Sono quattro, al massimo cinque quelle che mi capitano “sotto mouse” subito: c’è Marged Trumper, La Diva delle Curve, espertissima pioniera, Miria di Plus Kawaii, concentrato di originalità e doll style, Cristina di Curvette blog, bel sorriso ed eleganza, Alessandra di Verdementa, con mix ‘n match favolosi e dal gusto vintage e Angelica e Rosy, del rinato Smodatamente, adorabili madre e figlia iperattive e in continua ricerca. In tre giorni passo al setaccio i loro blog, leggo post, guardo foto, analizzo outfit. Mi aggrego. Ecco, ora quei blog (compreso Guapita Tondita della sottoscritta, ndr), sono raddoppiati, triplicati, sino a formare un vero e proprio network: Italian Curvy Blogger, una piccola comunity, non solo virtuale.
SALOTTI DI AUTOSTIMA
Che poi non è solo moda e frivolezza, a dirla tutta. Ci sono storie e confidenze e si parla persino di dieta. Sul social per eccellenza, Facebook, si trovano gruppi in cui centinaia di “morbidelle” di tutte le età interagiscono quotidianamente. Non sono dei ghetti, sia chiaro. Mi piace definirli salottini virtuali psycofashion, perché ti ritrovi a “parlare” di un vestito, piuttosto che di uno stivale che stringe il polpaccio e, subito dopo, a commentare in una discussione sull’autostima o del binomio ciccia-salute. Il bello è che il lato fashion (fatto di foto dell’ultimo acquisto o dell’outfit per la cena in riva al mare), sostiene quello “psicologico”. Vedere una ragazza con la tua stessa over taglia, sfoggiare disinvolta un abito che mai e poi mai avresti pensato di indossare, sprona e smussa disagi e insicurezze. Ancora pollice in su per la tecnologia che ha spianato questa strada “tutta a curve” e tornanti.

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Publicato in: Fashion Argomenti: , , Data: 27-09-2012 05:02 PM


4 risposte a “Sul web i salotti psycofashion”

  1. _Morrigan_ scrive:

    ma che posso dire ancora, che già non ti ho detto senza apparire ripetitiva? :)
    Psycofashion, di sicuro, soprattutto dopo le ultime novità XD ma dai, ci vuole come sempre un bel po’ di pazienza munita a tanta, ma tanta armonia…e poi insomma, uff…dai che mi ripeto, sei brava, e questo te lo dico senza (foto)ritocco (tussai):D
    _Morrigan_

  2. Moira scrive:

    Pienamente in accordo con te! è una rivoluzione, che ci vuole!…e che serve!Ho pensato di essere sola, ma poi ho conosciuto voi e ho spronato me stessa ad amarmi di più, a non vergognarmi di amare la moda e a farne il mio passatempo virtuale!!!

  3. divadellecurve scrive:

    il lavoro che si fa è sempre individuale, l’armonia è una cosa che viene da dentro di noi e non dagli altri, io non credo alla solidarietà femminile per esempio. Ma se una testa si sveglia e comincia a pensare quello è già tanto e l’esempio può essere anche illuminante.

  4. Giulia Nfrtiry scrive:

    Evviva gli psychofashion groups!
    Senza loro non avrei incontrato tante belle ragazze in curva come me.

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