STILE DA PODIO

Il fascino della divisa (olimpica)

di Antonella Rossi
Tute, t-shirt e accessori griffati. A Londra 2012 scendono in campo i guru della moda, da Armani a Ralph Lauren, da Prada a Stella McCartney. E conquistano già il primo oro.

Sale la febbre per le Olimpiadi di Londra, in programma dal 27 luglio al 12 agosto prossimi, ma la sfida è già iniziata sul fronte dell’eleganza. I comitati olimpici di molti Paesi si sono infatti affidati a nomi eccellenti della moda per la realizzazione di divise e accessori, confermando una tendenza che non era sfuggita nemmeno ai più distratti; lo sport si è fatto più attento non soltanto alla tecnologia ma anche ai diktat del fashion system e non sacrifica più l’eleganza in nome della praticità (anzi riesce a coniugare perfettamente i due aspetti).
Via libera dunque a tessuti traspiranti e water repellent, scarpe ultraleggere e linee modernissime, ma anche a vezzose sciarpe e foulard nei toni delle bandiere nazionali, che aggiungono un tocco glam al look degli atleti di tutto il mondo.
ARMANI E PRADA TIFANO AZZURRI

Una felpa olimpica griffata Giorgio Armani.

Gli atleti azzurri vestiranno Giorgio Armani, che ha realizzato un kit composto da cinquanta pezzi, tra cui trolley, tuta, giubbotto di nylon, pantaloni, felpe, t-shirt e scarpe. Bianco e blu notte i colori dominanti, che rimandano a un’eleganza sobria e sofisticata, fatta di dettagli preziosi. All’interno delle giacche, all’altezza del cuore, è ricamato in oro l’Inno di Mameli, così come pure sotto il collo delle t-shirt. Un simbolo forte ma non ostentato, che pur unendo si fa intimo e soggettivo, a conferma del fatto che «l’orgoglio patriottico è la chiave di tutto il progetto», come ha dichiarato lo stilista durante la presentazione.
La squadra di Vela sarà invece targata Prada. Un accordo, quello tra la griffe e la  Federazione Italiana, reso possibile «grazie al coinvolgimento di Prada in quattro campagne di Coppa America (2000-2003-2007 e 2013)», fanno sapere dalla maison, «e quindi all’esperienza maturata nel settore della vela».
L’UNION JACK SECONDO STELLA McCARTNEY

Stella MacCarteney tra due atleti che indossano la divisa firmata da lei.

All’inizio gli inglesi hanno storto un po’ il naso di fronte alle divise disegnate da Stella McCartney per Adidas. Il motivo? Troppo azzurro e poco rosso, hanno tuonato i puristi dell’Union Jack, facendo notare come tute, t-shirt &co siano dominate da bande azzurre e bianche  con poche pennellate di rosso, che compaiono soltanto nelle rifiniture; dalla bandiera nazionale sono state dunque eliminate le croci di San Giorgio e San Patrizio, e molti hanno insinuato che sotto ci siano ragioni secessioniste, alludendo alle origini scozzesi della stilista. La McCartney ha spiegato di essersi ispirata alla bandiera britannica ma di averla reinterpretata in chiave contemporanea.
«In un progetto come questo», ha dichiarato la designer, «la prima cosa è stata guardare all’Union Jack: è una delle più belle bandiere del mondo ed era importante mantenerne il design iconico ma anche modernizzarla, smantellarla, ammorbidirla e presentarla in una forma più alla moda».
La figlia dell’ex Beatle Paul non lascia il segno solo in Patria, sono infatti suoi i kit olimpici di altre tre Nazioni: Australia, Francia e Germania; per loro ha ideato la collezione Design DNA, che richiama i colori di ciascun Paese.
RALPH LAUREN, SCERVINO E UNA FIGLIA D’ARTE

SLa tuta griffata Ermanno Scervino per gli atleti dell'Azerbaijan.

 

Il team olimpico USA sfoggerà un total look firmato Ralph Lauren e lo stilista ha omaggiato i Giochi disegnando divise ispirate alle Olimpiadi di Londra 1948. Un tocco di vintage per gonne lunghe e svasate, foulard, cinture e berretti che ricordano quelli della Marina. Non c’è però spazio per i nostalgici. Dinamici e versatili questi capi sono reinterpretati in chiave contemporanea, mentre i colori restano fedeli all’iconografia del marchio e si fondono perfettamente con quelli della bandiera americana, bianco, rosso e blu.
Punta invece sulla classica combinazione giallo – verde- nero Cedella Marley, figlia di Bob, che ha realizzato le divise della Giamaica in collaborazione con Puma; materiali hi-tech e linee avvolgenti ottimizzeranno le performance degli atleti più veloci del mondo.
Il made in Italy di Ermanno Scervino trionfa all’estero e veste l’Azerbaijan: gonne affusolate, giacche in jersey pesante e pantaloni chinos i capi per le cerimonie di apertura e chiusura. I modelli, scelti personalmente dalla first lady Alyeva Mahriban, reinterpretano i colori vivaci della bandiera azera nello stile della maison. In questa particolarissima sfida dell’eleganza la moda ha già conquistato un oro, ancor prima di scendere in pista.
Detto ciò, le Olimpiadi, con ogni probailità, accenderanno anche nei comuni mortali la voglia di dedicare più tempo al movimento e, diconseguenza, il desiderio di rinnovare il guardaroba sotto il segno dello sportswear.
LetteraDonna.it per questo motivo vi offre una gallery con le anticipazioni dell’autunno – inverno 2012 – 2013.

 

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