MOSTRE

La lingerie che ha fatto la storia

A Parigi si celebra la passione francese per reggiseni e corpetti. Nei secoli.

Un'immagine della mostra di Parigi dedicata alla storia della lingerie.

I francesi hanno un rapporto intimo con la lingerie. A dirlo è la storia e a testimoniarlo ora una mostra dedicata a corsetti e reggiseno dei cugini d’oltralpe. Nel 1867 in Francia, ad esempio, sono stati venduti oltre undici milioni di corsetti, la panciera spopola nel primo dopoguerra, mentre negli anni Cinquanta, sotto l’impulso del new look Dior, si predilige una lingerie raffinata e alla moda prima di arrivare a slip e reggiseno invisibili, sexy, funzionali e intelligenti del XXI secolo: a Parigi in mostra un secolo di storia della lingerie francese. Circa 260 pezzi storici provenienti dalle principali case di intimo, come Aubade, Chantelle, Leybay, Lise Charmel e Passionata, sono esposti all’Espace Cardin fino al 26 luglio 2012, per poi fare tappa a Londra, Shangai e Dubai. «La retrospettiva mette in luce alcune delle principali invenzioni francesi come il corsetto realizzato nel 1880 con tessuto elastico anziché rigido, i primi reggiseno, la guaine, una sorta di panciera-bustino elastica, e la lingerie intelligente che valorizza le curve del corpo femminile grazie alla fibra Lycra», spiega la curatrice e storica della moda Catherine Ormen, per la quale l’evoluzione dell’intimo non è sinonimo di emancipazione della donna come si è soliti pensare. L’esposizione si chiude con l’ologramma di uno strep-tease che mostra il cambiamento della silhouette femminile nel corso delle varie epoche.
L’EMANCIPAZIONE DELL’INTIMO

«Ufficialmente le donne hanno guadagnato in libertà, in particolare nei movimenti, sbarazzandosi del corsetto che faceva di loro un bell’oggetto per l’ozio .Ma c’è un paradosso: per secoli, fino a quando Napoleone III impone i mutandoni sotto le sottane rigide e rigonfie di crinolina, le donne non portavano niente sotto le loro pesanti gonne. Ma poi, nel 1967, mentre una legge autorizza la contraccezione per via orale e il gentil sesso può disporre infine del proprio corpo, c’é un’inversione di tendenza: le donne cominciano a portare mutande, boxer, collant, pantaloni. Le femmine non sono mai state così coperte e il loro sesso non é mai stato così nascosto come al giorno d’oggi», spiega la Ormenn. Per la curatrice l’utilizzo di nuovi materiali ha poi permesso di liberarsi delle stecche di balena che tagliavano la pelle e dei laccetti strettissimi per ottenere un vitino a vespa.
DA DIOR AL PORNO CHIC
Ma il corpo delle donne continua a essere schiavo della moda. La panciera ha appiattito fianchi e seni per ottenere la silhouette piatta, alla garcon, in voga negli anni Venti. Nel 1947 Christian Dior lancia il new look, con la gonna a corolla stretta in vista, e l’impatto sulla lingerie è immediato per allineare i corpi secondo l’ideale estetico del momento. Alla fine degli anni Sessanta, quando bruciare il reggiseno diventa il simbolo dell’emancipazione femminile, la lingerie viene ridotta al minimo: funzionale, confortevole, invisibile. Paradossalmente – osserva la Ormen – mai come allora, sono incrementate le vendite di intimo». Gli anni Novanta sono gli anni del porno-chic: ritorna l’intimo sexy con giarrettiere e completi di pizzo e seta. Invece dal 2010, mentre la popolazione invecchia, le marche propongono di ritrovare la forma dei 20 anni con maglie elastiche di Nylon e fibra Lycra che contengono il grasso, appiattiscono la pancia, valorizzano il seno, modellano i glutei, nascondono le imperfezioni. «La lingerie  ha un rapporto controverso anche con l’erotismo, che é meno subito dalle donne rispetto di un tempo ma c’é ancora della strada fare», conclude la curatrice.

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