CONTAMINAZIONI

Oggi mi metto un Picasso

di Francesca Amé
A Torino, la prima galleria d'arte che si ispira alla moda. In vedita «tele» da indossare.

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Art-à-porter: perché no? I grossi marchi della moda spesso hanno strizzato l’occhio all’arte contemporanea. L’ultimo in ordine di tempo è Luis Vuitton che ha «adottato» nientemeno che i pois dell’artista giapponese Yayoi Kusama, e anche le sue caratteristiche zucche e i fiori per decorare in modo estivo i modelli cult delle borse.
In Italia, per la prima volta accade il contrario: è l’arte contemporanea che prende a braccetto la moda.
GALLERIA ALTERNATIVA
L’idea è venuta a un gruppo di artisti torinesi. Pietro De Carolis, Bruno Sacchetto, Raffaele Fontanone, Danilo Manassero e Luigi Ferrando sono convinti che l’arte contemporanea debba imparare a farsi apprezzare da tutti, non soltanto dal circolo dei soliti noti. Ecco perché hanno aperto una galleria a Torino, unica nel suo genere. Già il nome, Aganahuei, pare fare il verso ai galleristi che si prendono troppo sul serio (www.aganahuei.com). Dentro poi, ci si trova un po’ di tutto, dal pezzo di design, alla tela di grandi dimensioni ma anche oggetti fashion come borse, abiti e persino teli da bagno in cotone e seta realizzati con i motivi grafici ispirati ai grandi capolavori.
EDIZIONI LIMITATE A MISURA DI PORTAFOGLIO
Quali? Picasso su tutti, ma anche Mondrian o Capogrossi. Perché non indossare un capo con un accostamento sgargiante tipico di Pablo Picasso o non andare al mare con un telo che riproduce gli schemi geometrici delle Avanguardie?
Nel concept store, moda e arte contemporanea si prendono a braccetto: in galleria è possibile trovare, oltre agli oggetti fashion (a tiratura limitata, prezzo su richiesta), anche pezzi d’arte realizzati dai proprietari a costi non proibitivi.
Bruno Sacchetto, direttore artistico di Aganahuei, commenta: «Ho sempre pensato che un artista debba essere figlio del proprio tempo, capace di esprimersi in modo esaustivo con il linguaggio più consono alle istanze del mondo che lo circonda. Molti artisti della mia generazione rifuggono dal computer perché lo trovano inadatto a un’espressione artistica e lo considerano uno strumento freddo che mortifica la fantasia e la manualità dell’artista. Io penso che questo non sia affatto vero».
Si devono infatti proprio alla grafica computerizzata la possibilità di riprodurre su tessuto, oltre che sulla tela, i motivi inventati dai grandi del Novecento. Per la gioia delle fashion-victim con il pallino per l’arte.

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Publicato in: Fashion, Foto, Gallery, Persone, Protagonisti, Stile Argomenti: , , Data: 13-07-2012 11:40 AM


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