RICERCA USA

Mi vesto, quindi sono

di Lucia Arr'f2
Uno studio dimostrerebbe che gli abiti condizionano i nostri comportamenti. È il cosiddetto "enclothed cognition".

Lady Gaga indossa le scarpe del designer giapponese Noritaka Tatehana.

Sale a bordo delle sue scarpe dal tacco vertiginoso (46 centimetri l’ultimo paio, creato dallo shoe designer giapponese Noritaka Tatehana) e diventa Lady Gaga. Chissà se con un paio di ballerine Stefani Germanotta sarebbe riuscita a avere lo stesso successo (e a fare le stesse canzoni). Forse no, anzi sembra il contrario, cioè che quello che indossiamo sia capace di influenzare il modo in cui percepiamo noi stesse e ci poniamo di fronte agli altri.
Lo assicurano due studiosi americani, Hajo Adam e Adam Galinsky, della Kellogg School of Management della Northwestern University. Stando alle loro conclusioni, i vestiti avrebbero il potere di condizionare i nostri pensieri, secondo un meccanismo che si chiama “enclothed cognition”.
IL VALORE SIMBOLICO DELL’ABITO

L'attrice Blake Lively è il prototipo della donna curata nelle sue scelte di look.

Per dimostrarlo, i ricercatori hanno fatto un esperimento (le conclusioni sono state pubblicate su The Journal of Experimental Social Psychology), chiedendo a 58 studenti di sottoporsi a un test di attenzione selettiva. Quelli che indossavano un camice bianco da laboratorio durante la prova hanno fatto la metà degli errori rispetto alla media degli altri. Altri volontari hanno indossato lo stesso grembiule, ma a loro era stato detto appartenere a un pittore. Il risultato, anche in questo caso, è stato meno brillante. Insomma: più che l’abito in sé, conta proprio il suo valore simbolico.
Il LOOK E LA COSTRUZIONE DELLA PROPRIA AUTOSTIMA
Gli abiti, gli accessori, ma anche il make up e la costituzione del nostro corpo hanno un’influenza sull’autostima, sull’umore e, quindi, anche sul comportamento. Se partiamo dal presupposto che creiamo la realtà in cui viviamo in base alla percezione che abbiamo di noi stessi, degli altri e del mondo, chi si riconosce come una persona sicura e determinata può influenzare positivamente la propria vita.
L’ABITO MENTALE, ESPRESSIONE DELLA PERSONALITÀ
E chi indossa “quello che capita”? In realtà, è difficile che accada: la scelta di un abito o di un accessorio dipendono dalle caratteristiche della personalità, ma anche dallo stato d’animo. Basti pensare a quando ci si sente molto stanchi o poco in forma, si tendono a preferire outfit comodi, che non attirino l’attenzione.
Abiti e accessori possono essere considerati un “prolungamento” della personalità, capaci di rispecchiare l’idea che ognuno ha di sé. Il rischio di indossare abiti in cui non ci si sente a proprio agio è quello di non stare bene con se stessi, e anche di dare questa sensazione agli altri. Può succedere ai colloqui di lavoro. Per esempio, se per colpire positivamente l’esaminatore si decide di vestirsi in modo troppo severo e distante dal proprio stile, si rischia di trasmettere disagio e l’incoerenza con il linguaggio non verbale, e di dare una cattiva impressione.
L’IMPORTANZA DEL DETTAGLIO
Il consiglio per avere “successo” è, quindi, quello di indossare istintivamente quello che ci far stare bene: «È importante saper distinguere i contesti, sapere scegliere un vestito che sia adatto alla propria personalità e alla situazione. Poi, piuttosto che cercare di colpire l’interlocutore con uno stile che non ti appartiene, è più utile “giocare” con qualche piccolo dettaglio che risalti su tutto il resto. Ti farai notare senza turbare il tuo interlocutore», spiega la psicologa Simona Lauri. E a quel punto, se stai sostenendo un colloquio per un lavoro che ti appassiona,  il posto è già tuo.

 

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