IDEE PER LA TESTA

Madame, tanto di cappello

di Viviana Musumeci
Dal tradizionale (e intramontabile) Panama ai modelli eccentrici di Philip Treacy e Piers Atkinson. Incursione nel mondo dei copricapo più glamour del momento.

Lady Gaga indossa un cappello di Philip Treacy.

La primavera è arrivata e con lei la voglia irrefrenabile, e tutta femminile, di rinnovare il guardaroba. Luogo, che per sua definizione non è mai abbastanza colmo.
Certo, l’austerity imporrebbe di controllare il portafoglio e di centellinare gli acquisti. Così, per una volta, anziché spendere una fortuna nell’ennesima borsa o nell’ennesimo paio di scarpe, perché non puntare su un cappello?
LA RIVINCITA DEL CAPPELLO
Già, un cappello. Accessorio spesso dimenticato, non considerato affatto nella lista dei desiderata. O addirittura accantonato. Quante volte vi sarà capitato di comprarne uno e poi, una volta indossato, avete detto: «No, proprio non mi vedo, non sono io».  Sbagliato. Un cappello dà carattere e può accendere un look anonimo. Senza contare poi, che per calzarne uno non è necessario avere una cerimonia fissata in agenda, essere la Regina Elisabetta o Kate Middleton.
NOSTRE SIGNORE DEL COPRICAPO

I modelli stravaganti di Piers Atkinson.

E a proposito delle regali signore, sappiate che stanno già scaldando le chiome in vista del prossimo mese di giugno, quando si festeggerà il Giubileo di Diamante, e allora sì che sulle teste, coronate e non, si vedrà di tutto. Addirittura si vocifera che la duchessa di Cambridge abbia contattato Piers Atkinson per realizzare il suo modello.
Per chi non lo sapesse, Aktinson è colui che ha realizzato numerosi cappelli per la cantante Lady Gaga e, considerando che una delle sue collezioni si intitola Sex on brain, è indubbio che la curiosità sul modello che sarà indossato dalla moglie di William, sia molto alta.
IN TESTA C’È LA PAGLIA

Panama di Borsalino.

Ma se ai cappelli a forma di banana cavalcati da Barbie nude griffati Atkinson, preferite esemplari più tradizionali (e anche meno costosi) Accessorize offre una vasta scelta. I pezzi forti della collezione? I cappelli da uomo in paglia con inserti in tessuto. Il giusto compromesso tra maschile e femminile.
Salendo di fascia, l’eterna garanzia di qualità ed eleganza si chiama, Borsalino. Anche questo brand gioca con la paglia proponendo dei cappelli dal taglio maschile con dettagli che li ingentiliscono, come la banda color ruggine o blu che risalta sul bianco del cappello stesso. In altre parole dei Panama austeri, con un tocco di sensualità.
Anche Emilio Pucci punta sul taglio maschile, ma lo fa nel modo che gli è consono: con stampe ipercolorate e pop.
Jil Sander, con la complicità dell’icona della moda, madame Anna Delle Russo (che è stata tra le prime a indossarlo e a lanciarlo), punta sul berretto con veletta. Un po’ rétro, un po’ sportivo.
ELEGANTI & STAVAGANTI

Cappello - scultura di Philip Treacy.

Elegantissimo poi il modello Anni ’20 della maison Dior in candida pelle di agnello. Più casual, ma sempre sotto il segno del lusso, i cappelli di Burberry: sia i morbisi baschi sia quelli rigidi con visiera sono impreziositi da leziosi pon pon.
Ma se desiderate essere notate nella folla e sentirvi uniche, i cappelli da avere a tutti i costi appartengono alla collezione di Philip Treacy: praticamente delle sculture amate dalle dive di tutto il mondo. E se proprio non riusciste a indossarlo una volta acquistato, in un impeto di pudore o timidezza eccessivi, potrete sempre esporlo in salotto. Al massimo verrà considerata un’installazione post moderna.

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