Consuelo la donna dei contrasti

di Enrico Matzeu
di Alessandro Argentieri su Marieclaire.it

Consuelo Castiglioni, fashion designer di Marni.

di Alessandro Argentieri su Marieclaire.it

Dietro a Marni c’è lei, Consuelo Castiglioni, che nel 1994 ha diversificato l’attività del marito Gianni, creando uno dei marchi più intellettuali della moda. La stilista, di origini svizzero-cilene, mai avrebbe pensato di disegnare una collezione anche per H&M, brand internazionale massmarket e low cost. Lei, così riservata, più impegnata sulle creazioni che a farsi pubbliche relazioni, è l’esile creatura che esce a fine sfilata due secondi perché la timidezza ha il sopravvento. Il suo è un percorso artistico intimo e da sempre per pochi eletti, che nel mondo la scelgono per il suo stile “boho-art-chic”. L’eccezione alla regola sarà l’8 marzo quando H&M svelerà nei suoi 260 store del mondo un’edizione limitata Marni (nome scelto dal soprannome della sorella di Gianni Castiglioni).
Come mai ha ceduto al massmarket?
«È un periodo breve, di qualche settimana, e mi piaceva far felici le giovani, le stesse che chiedono a prestito i capi alle loro mamme. Quest’anno è pieno di novità, lancerò anche il mio profumo. Basta scegliere i partner giusti».
Come spiega questo successo continuo?
«Non saprei, ma mi dicono che i miei vestiti rappresentano delle scoperte individuali, che non toccano le tendenze ma i propri gusti, che vestono ma non investono la personalità di nessuna».
Ha rieditato i suoi classici?
«Non è una parola che sento mia. Preferisco cambiare anche quando riguarda capi iconici del passato. Parlerei di amori che ho attualizzato e di tentazioni create pensando ai nostri tempi».
C’è chi dice che lei non cambia mai.
«Forse chi lo pensa vuole diversità stilistiche forti ogni stagione. Io preferisco l’evoluzione e la coerenza con il mio stile».
Che sarebbe?
«Un’eleganza silenziosa».
Silenziosa come lei?
«Io parlo con le mie creazioni. Penso sia abbastanza».
Internet non la conquista?
«È un linguaggio che appartiene più a mia figlia Carolina (che ha da poco avuto Filippo, un nipotino fantastico). Si occupa del sito, del magazine Anticamera e dei nostri filmati dove sveliamo le ispirazioni o i processi di lavorazione, solitamente artigianali o “hand industrial”».
Quante persone lavorano con lei?
«Cinque. Poche ma buone».
A quali artisti si è ispirata per questa collezione?
«Rielaboriamo sempre tutto per renderlo nostro: come i pois Bauhaus che ho unito alle stampe tribali. Posso citare alcuni dei miei preferiti che mi vengono in mente ora come Gary Hume, Peter Blake, Tellas o la cantautrice Kim Gordon, ma non posso dire esattamente in cosa mi abbiano influenzato per H&M».
Come spiega il culto per le sue scarpe?
«Ho sempre proposto quello che mi piaceva e indossavo senza pensare alle vendite. A un certo punto mi hanno capita».
Se un capo o un accessorio non è stato apprezzato lo cancella dalla collezione?
«Il contrario. Lo ripropongo anche la stagione dopo, magari modificandolo in certi dettagli. I fuseaux per esempio non erano ben visti, ora piacciono e sono un basic».
In che negozio sarà l’8 marzo?
«Non ho ancora deciso. Forse a Parigi, ma vorrei tanto essere a Milano e vedere cosa accade».
Per consigliare le clienti?
«No, non potrei mai».
E se dovesse vedere degli errori di abbinamenti?
«Sono proprio i contrasti a fare la differenza e a rendere speciali i look. Marni non è mai un diktat. Io consiglio di sperimentare e ho molta fiducia nel gusto delle mie clienti».

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Publicato in: Persone, Protagonisti Argomenti: Data: 07-03-2012 03:02 PM


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