elezioni di stile

La moda scende in politica

Il fashion system sostiene gli Obama. In Italia stilisti e imprenditori non stanno a guardare.

Barack Obama e la moglie Michelle.

Campagna elettorale all’insegna dello stile per Barack Obama. Il fashion system americano si è mobilitato per dare il proprio sostegno, soprattutto economico, per la rielezione del presidente degli Stati Uniti. L’industria della moda americana, che già per le elezioni del 2008 aveva dato il suo appoggio, torna a investire sul candidato democratico, anche per merito della first lady.
MICHELLE PORTABANDIERA DELLA MODA A STELLE & STRISCE
In questi quattro anni, Michelle Obama si è fatta portabandiera della moda a stelle e strisce, indossando in diverse occasioni, alcuni tra i più quotati stilisti americani: da Vera Wang a Michael Kors, passando per Jason Wu e Narciso Rodriguez. Sono moltissimi i designer d’oltreoceano che hanno vestito la signora Obama per le sue uscite ufficiali, con effetti straordinari sull’immagine, ma soprattutto sulle casse delle loro aziende.
L’ABITO DELLA FIRST LADY FA BENE A WALL STREET
A confermarlo, del resto, sono i numeri.  In particolare, il professor David Yermack della Stern School of Business dell’Università di New York, ha rapportato le uscite pubbliche di Michelle con l’oscillazione in borsa dei brand da lei indossati. Lo studioso ha elaborato 189 presenze pubbliche della first lady, comprese tra novembre 2008 e dicembre 2009, scoprendo che ad ogni uscita corrispondeva una impennata dei prezzi delle azioni delle aziende che vestivano la moglie del presidente. Tanto che una sola apparizione di Michelle è in grado di generare un valore pari a 14 milioni di dollari. Lo ha notato anche la stilista Tracy Reese, dopo che la signora Obama aveva indossato una sua creazione per il servizio di copertina di People nell’aprile del 2009: «Notai un picco nelle vendite, in particolare del modello da lei indossato. Penso che chiunque impazzisca all’idea di vestirsi con qualcosa che ha messo lei», aveva dichiarato all’epoca la stilista.
ELEGANZA A SUON DI DOLLARI (DONATI)
L’eleganza della first lady del resto è nota, com’è nota la sua capacità di scegliere l’abito giusto per ogni occasione, senza eccessi e con la semplicità di una donna comune. Un talento che gli organizzatori della campagna elettorale di Barack Obama hanno saputo far fruttare, attraverso laute donazioni provenienti proprio dal mondo della moda. Non è un caso che la stessa Tracy Reese compaia tra i finanziatori della campagna elettorale dei Democratici, sia nel 2008 che nel 2012. Meglio ha fatto Tory Burch: nel 2008 non aveva sganciato un dollaro, ma dopo che Michelle ha indossato un suoi paio di stivali, ha deciso di donare 30.800 dollari al Comitato democratico nazionale e 5 mila dollari alla campagna elettorale del presidente.
ANNA E I SUOI AMICI
Ma la più grande supporter di Barack e Michelle si chiama Anna Wintour. Il potentissimo direttore di Vogue America ha donato ben 500 mila dollari per le campagne elettorali di Obama. La cifra, fornita dallo stesso entorurage di Obama, non è però mai stata confermata dalla Wintour. Di certo c’è che è stata in grado di convogliare buona parte del mondo della moda sulla sponda democratica, grazie al progetto Runway to win, al quale hanno aderito ben 23 stilisti pro-Obama, da Marc Jacobs a Diane von Furstenberg. L’iniziativa, partita lo scorso febbraio, a ridosso della settimana della moda newyorchese, è nata con l’intenzione di bissare il successo di Runway to Change, che nel 2008 ha raccolto oltre un milione di dollari.
IN ITALIA , STILISTI E IMPRENDITORI NEI PARTITI
In Italia, invece, la moda non sostiene la politica. Preferisce scendere direttamente in campo. È il caso, ad esempio, di Santo Versace: il fratello di Gianni e Donatella, ed ex presidente della Camera nazionale della Moda, ha deciso di candidarsi per un seggio in parlamento nel 2008, tra le fila del Popolo della Libertà, per poi passare nel 2011 ad Alleanza per l’Italia, il partito di centro fondato da Francesco Rutelli.
E anche altri imprenditori del fashion system stanno tentando un avvicinamento alla politica. Non è un segreto la stima che unisce Diego Della Valle, patron di Tod’s e presidente della Fiorentina calcio, al giovane sindaco di Firenze Matteo Renzi (Pd), volto nuovo della sinistra italiana.
E ancora, il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, che controlla anche il 51% di Ballantyne, ha fondato l’associazione Italia Futura, che per le elezioni del 2013 potrebbe trasformarsi in un partito politico. Chissà se entro quella data, anche l’Italia avrà trovato la sua Michelle Obama, icona di stile e motore del fashion business.

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