pioniera

La pierre? L'ho inventata io

di Francesco Canino
Barbara Vitti ha creato per prima la comunicazione tra media e fashion system. Ecco la sua storia.

La cover del libro di Barbara Vitti, Professione Pr.

Dopo quarant’anni di carriera ai vertici della moda, la pionera delle pierre, Barbara Vitti, si racconta nel volume cult Professione PR. Immagine e comunicazione nell’Archivio Vitti.
Edito da Skira, è un viaggio nella moda dagli Anni ’70 a oggi attraverso immagini e documenti pescati nell’immenso archivio che la stessa Vitti ha donato al Centro Interdipartimentale Moda, immagine e consumi dell’Università degli studi di Milano.
ModaInforma.it l’ha incontrata.
INTUITO E CREATIVITÀ
I primi passi la pierre delle pierre li ha mossi nel 1971, quando il sistema moda iniziava a ingrandirsi e c’era il bisogno di una figura di collegamento tra la stampa e le aziende. «Il mestiere ce lo siamo inventati un po’ alla volta, affidandoci a intuito e creatività», spiega madame Vitti a ModaInforma.it. Fu subito boom di idee e di incontri tra talenti e imprenditori di razza.
«All’inizio è stata dura, perché i giornali trattavano la moda come un fenomeno elitario, non intuivano il potenziale per l’economia italiana» prosegue.
IN PRINCIPIO FU ARMANI
Nel volume – tributo spiccano ricordi e incontri speciali. Come quello con Giorgio Armani: per lui Barbara Vitti ha inventato la sfilata in diretta tivù e la prima pubblicità di moda sui manifesti giganti.
«Fino ad allora sui cartelloni pubblicitari c’erano soltanto i detersivi. Per lanciare le boutique Emporio Armani mettiamoci i vestiti, pensai». E fu subito un trionfo. «Giorgio era capace di creare una collezione intera in poche ore. Un genio. Con lui e Sergio Galeotti, suo socio e mio grande amico, l’intesa fu totale».
VALENTINO, COUTURIER DI PIAZZA
Poi fu la volta diValentino, con cui passò la prima settimana di lavoro in simbiosi. «Voleva che entrassi totalmente nel suo mondo per conoscerlo bene. La sua attenzione per i dettagli era inarrivabile». A metà degli Anni ’80 il couturier era  già un’icona e per avvicinarlo al pubblico la Vitti pensò a una sfilata in piazza. «Lo riportai nella sua città natale, Voghera. Passai l’estate a monitorare le previsioni del tempo per paura della pioggia, ma andò tutto bene». Ad applaudirlo c’erano 14 mila persone, tra cui Giuseppe Turani e il grande Arbasino.
LA PRIMA VOLTA DI CONVIVIO

Da sinistra, Gianni Versace, Valentino Garavani, Giorgio Armani e Gianfranco Ferrè.

Nel suo percorso Vitti ha incrociato anche l’indimenticabile Gianni Versace. «Ho collaborato con lui per gli eventi speciali della griffe. Gianni assomigliava alla sua moda: travolgente, geniale, moderno. Ma soprattutto era generoso». Con lui s’imbarcò nell’avventura di Convivio, la manifestazione nata per raccoglie fondi a favore dell’Anlaids: durante la prima edizione sfoderò una delle sue intuizioni e fece mettere in posa per i fotografi Ferrè, Armani, Valentino e Versace. In poche ore lo scatto fece il giro del mondo.
NON SOLO MODA
Indimenticabili i sette anni trascorsi al Teatro alla Scala come consulente per l’organizzazione dell’inaugurazione della stagione lirica: fu Vitti a convincere Riccardo Muti a spostare alle 18 l’inizio della soirée.
Oggi si occupa d’eventi per il sostegno della ricerca sul cancro e guarda la moda con curioso distacco. «Mi sento fortunata perché sono riuscita a togliermi tante soddisfazioni. Devo tutto ai grandi incontri, alla creatività, alle doti organizzative e soprattutto alla passione: senza non sarei arrivata fino a qui» conclude.

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Publicato in: Cinture&Foulard, Persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 01-02-2012 10:47 AM


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