PUNTI DI VISTA

Personalità? Tutta una montatura

di Lorenzo Meloni
Snobbati in passato, considerati quasi una condanna, oggi gli occhiali sono un accessorio glamour a tutti gli effetti. E sono in grado di connotare un volto. In alcuni casi per sempre.

Un'immagine attuale del premier Mario Monti.

In Come sposare un milionario, la modella Pola, interpretata da una strepitosa Marylin Monroe, andava a sbattere contro tutto e tutti pur di non inforcare un paio di occhiali: temeva che le conferissero un aspetto da maestrina che avrebbe messo in fuga i suoi pretendenti. Certo, era il 1953, e gli occhiali da vista erano considerati una protesi.
A distanza di oltre mezzo secolo, il trend si è totalmente invertito: l’occhiale, anche se con fatica, si è guadagnato un posto d’onore tra gli accessori di moda, alla stregua di una borsa, un cappello, una paio di scarpe.
Anzi, a dirla tutta, la lente si è ridotta a pretesto per indossare la montatura. Portano gli occhiali anche coloro che non hanno bisogno di alcuna correzione.
SUA MAESTÀ LA MONTATURA

Un'immagine di Mario Monti degli Anni '80.

Connota e caratterizza il viso e, come una maschera, aiuta a conferire alla persona una certa immagine. Il premier Mario Monti con la montatura light che indossa ora è ben diverso da quello degli Anni ’80: allora aveva due cornici per pupille appoggiate al naso.
SE L’OCCHIALE FA IL MONACO
Per alcuni poi, l’occhiale da vista è diventato un elemento distintivo. Una cifra stilistica, un biglietto da visita. Una parte del corpo vera e propria.
Basti pensare alla grande Lina Wertmüller con i suoi occhiali bianchi. In un’intervita del 2006 in cui le veniva chiesto  il perché di questi occhiali, sempre uguali, la regista rispondeva: «Perché mi piacquero molto la prima volta che li vidi, avevano un’aria di vacanza che mi apparteneva, quando li ho ricercati non li ho più trovati allora sono andata in una fabbrica e ho chiesto “quanti me ne potete fare?”.» Hanno detto: «Cinquemila». E io ho detto: «Ok, fatemeli, e da allora è stato amore per sempre».
Se la Wertmüller si è innamorata di forma e colore, Oliviero Toscani ha preferito identificarsi con la sola forma, pur avendo una certa predilezione anche per i colori rosso e il giallo miele. Il fotografo, con grande senso degli affari, ne ha fatto poi un vero e proprio prodotto con 11 varianti di colori (www.occhialidiolivierotoscani.com).

IMMORTALITÀ A VISTA D’OCCHIO

Il regista Woody Allen.

La fedeltà a un canone rende iconici. Immaginereste Woody Allen senza i suoi Moscot neri? Freud, Gandhi o Cavour senza gli occhialetti tondi? Impossibile. Persona e personaggio si sovrappongono e si cristallizzano in un’immagine immortale. Ma la forza d’impatto dell’occhiale esercita il proprio potere distintivo anche su chi non li porta sempre. Del viso di Martin Scorsese si ricordano gli occhialoni neri prima ancora delle boscose sopracciglia. Eppure il regista non ha mai fatto degli occhiali una sua bandiera: si è mostrato in pubblico sia con, sia senza. ma tant’e…
A CIASCUNO IL SUO APPEAL
La montatura serve anche per comunicare silenziosamente e in modo immediato chi siamo, chi crediamo di essere o chi vorremmo essere. Per questo la scelta deve essere molto oculata. Lo sanno bene i costumisti che le usano per caratterizzare i personaggi. Si parla infatti comunemente degli occhiali associandoli a un tipo umano. Ci sono quelli da filosofo, piccoli e tondi, indossati da Marcello Mastroianni ne I compagni, quelli da maestrina portati dalla Monroe citati in apertura, o quelli da ingegnere, maniacale e frustrato come quelli di Michael Douglas in Un giorno di ordinaria follia.
I MATERIALI
La tecnologia superleggera del titanio sembrava aver mandato in pensione la montatura classica in acetato che, negli Anni’90, era considerata roba da matusa. Poi la moda ci ha riportato alla cifra stilistica degli Anni ’70 con il ritorno dell’acetato a montature importanti, riviste con colori vivaci, trasparenze e forme più avvolgenti.
OCCHI PUNTATI SULL’ITALIA
Contrariamente a quanto avviene in molti altri settori, il mondo degli occhiali è dominio incontrastato di due grandi gruppi italiani: Luxottica, che nel 2010 ha registrato un fatturato record di 5,8 miliardi di euro, con un crescita del 14% rispetto all’anno precedente, e Safilo con 1 miliardo di fatturato. Luxottica è proprietaria di Persol, Ray-Ban, Oakley e produce tra gli altri per Prada, Dolce & Gabbana, Ralph Lauren e Chanel. Safilo, invece, significa Hugo Boss, Gucci, Armani, Dior, Marc Jacobs e Jimmy Choo, soltanto per citarne alcuni.
OLTREOCEANO

L'attore Johnny Depp.

La newyorkese Moscot, da oltre cento anni è la casa di produzione di occhiali che incarna lo spirito della città più cosmopolita del mondo. Moscot è il cognome del fondatore, Hyman Moscot, un immigrato che era arrivo ad Ellis Island nel 1899 dall’est Europa e si era messo a vendere occhiali pronti da indossare con un carretto in Orchard Street. Giunta alla terza generazione, la Moscot resta un’impresa familiare che vive oggi un momento di ribalta internazionale. Dopo essere stati gli occhiali di Andy Wahrol, oggi i modelli Moscot cavalcano il naso di molti personaggi dello star system: dall’attore Johnny Depp al musicista Ryan Adams.
In Italia sono venduti a prezzi compresi tra i 225 e 240 euro, ma per trovarli dovete andarli a cercare: non sono pubblicizzati e, una volta indossati, non portano il loro nome scritto se non dentro le stanghette. Il loro pregio? Certamente l’understatement.

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Publicato in: Accessori, Foto, Gallery, Occhiali, Persone, Protagonisti Argomenti: Data: 19-01-2012 01:40 PM


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