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Ricicla che ti passa (la crisi)

Sempre più in voga il fenomeno dello swap: per svuotare gli armadi e scambiare abiti e bijoux.

Le due fondatrici di Nonsoloswap: Jessica Graziano e Dalila Scatassa.

Il bisogno aguzza l’ingegno. Se aggiungiamo a questo vecchio adagio l’innato spirito di sopravvivenza di ciascun essere umano, le soluzioni originali arrivano. Così, per affrontare un periodo di crisi e di poco budget per rinnovare il guardaroda, è nato in America il fenomeno dello swap, che oggi sta crescendo anche da noi. Figlio del remoto baratto, consiste nello scambiare abiti, accessori e bijoux servendosi della Rete. A tutti capita di comprare jeans della taglia sbagliata, maglie troppo piccole o larghe, o una borsa che di colpo non piace più. Allora, anziché accumulare capi nell’armadio, li si scambia: io ti do questo, tu mi dai quello. E intanto si risparmia.
LO SCAMBIO DIVENTA UN PARTY
Ma come funziona? Si organizzano gli swap party, ovvero eventi ad hoc in cui i partecipanti sono invitati a presentarsi con i loro capi da swappare. E se da una parte a organizzarli sono gruppi di amiche, che si ritrovano in casa o in qualche piazzetta, dall’altro c’è chi sta organizzando il fenomeno. Esistono realtà che hanno fatto dello swap l’attività principale: in Italia, al momento, sono tre: Swap club Italia, è la più nota. Alla quale si aggiungono Nonsoloswap e l’Atelier del Riciclo.
UNA COMMUNITY CON CATALOGO ONLINE
Il primo, creato da Tamara Nocco (la pioniera degli swap party tricolore) e Rodolfo Duè, è una community online con relativo gruppo Facebook. Basta inscriversi gratuitamente (compilando un modulo dove vengono richiesti anche dati relativi all’abbigliamento: taglia, numero di scarpe, gusti nel vestirsi, budget a disposizione) ed è possibile mettere online gli oggetti da scambiare, consultare gli annunci delle altre swapper e stringere amicizia con loro. Poi c’è una sezione dedicata agli swap party, in cui viene illustrato l’evento e si raccolgono le adesioni.
BARATTO ED EVENTI IN MEGA VILLE

Rodolfo Duè, con Tamara Nocco ha creato Swap club Italia.

Non Solo Swap è invece la società di Dalila Scatassa e Jessica Graziano, con sede a Pesaro: «Volevamo differenziarci», spiega Dalila, «rispetto a chi si occupa solo di swap. Così, diamo vita a eventi, organizzati principalmente in ville, dedicati alle donne. Sono ‘giornate di coccole’ e il tema cambia ogni volta. Mettiamo a disposizione parrucchieri, estetisti, make up artist, poi c’è il buffet degli aperitivi e, naturalmente, l’area dello swap party». Qui si espongono i capi e gli oggetti, prima valutati, da un’apposita giuria: «Vogliamo mantenere un certo standard di qualità», prosegue Dalila. La quota per prendere parte all’intero evento è di 25 euro, lo swap avviene, naturalmente, in forma gratuita.
LO SCAMBIO DIVENTA ECO-SOSTENIBILE
L’Atelier del Riciclo si trova invece a Milano ed è un’associazione di promozione sociale fondata dalle giornaliste Grazia Pallagrosi e Chiara Bettelli e dall’astropittrice Alice Pazzi. Si propone come riferimento per chi vuole risparmiare e allo stesso tempo condividere un stile di vita eco-sostenibile. L’associazione apre le porte a tutti, ma a una condizione: l’ottimo stato e l’ottima fattura degli oggetti di scambio. Riciclare sì, ma con eleganza. (Nadine Solano)

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Publicato in: Persone, Protagonisti, Shopping, Stile, Tendenza Argomenti: , , , , Data: 21-05-2012 01:30 PM


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